Il Web 2.0 come laboratorio di sperimentazione

Il web 2.0 e questa nuova ondata di inziative e servizi innovativi, che vanno dal blogging al social networking, sono paragonabili ad un laboratorio di ricerca e sperimentazione.
Idee di prodotti, di servizi, di relazioni, di business vengono portate in BETA sulla rete e testate direttamente in produzione per verificarne l’applicabilità. I Beta tester, in questo caso differentemente dagli ambiti scientifico farmaceutici, non solo sono ben contenti di essere le cavie umane, ma a volta addirittura pagano su eBay per un’invitation alle BETA Release più esclusive (come è successo per GMail).

Come in un laboratorio sperimentale dove, invece che farmaci, gruppi di entusiasti volontari intraprendenti testano nuove soluzioni di prodotti di business ed economiche si avranno quindi molti test falliti e enormi ROI dai pochi esperimenti che funzionano.

La sperimentazione è interessante anche per quanto riguarda i modelli di business. Per quanto inizino a delinearsi dei modelli nuovi ed interessanti come il Freemium, non ne esistono ancora di affermati, maturi, stabili (quando sarà chiaro quali sono saremo arrivati al 4.0).

Ovviamente il Web 2.0 non è solo intraprendenza e iniziativa. Per molti “doers” esistono ancora più “reporters”, “thinkers”, “writers”, “uploaders” che vivono il web come partecipazione; ma è proprio la presenza attiva di molti che credono e vivono il web, che ha rilanciato la voglia di fare e di sperimentare. La voglia di provare strade nuove non necessariamente deve essere pensata in ambito tecnologicamente avanzatissimo o in servizi così innovativi “state of the hype” da essere difficilmente comprensibili. Ci sono infatti grandi opportunità di reinventare settori tradizionali e consolidati o di inventare soluzioni innovative che si relazionano con contesti più off line.

Per citare una realtà di innovazione 2.0 che si rapporta egregiamente con il mondo tradizionale si può parlare di libri ed editoria. Nel Web 1.0 Amazon ci ha spiegato che i libri si possono vendere e comprare sul web. Oggi Lulu.com, che ha appena vinto nella categoria Books il premio Web 2.0 Awards 2007 assegnato da SEOMoz.org, propone un vero servizio di print on demand ed un marketplace di servizi per autori: traduzioni, impaginazioni ecc ecc. Lulu, a fronte di un ordine cliente, stampa e spedisce anche una singola copia cartacea facendo arrivare sul tavolo del lettore un bel libro in carta e copertina lucida.

 

Con oltre un milione di utenti registrati, Lulu sta cambiando il mondo dell’editoria, permettendo ai creatori di libri, video, periodici, file multimediali e altri contenuti di pubblicare i propri lavori mantenendo il completo controllo editoriale e dei diritti. Lulu è il risultato di una scommessa di successo di chi ha per tempo intuito le potenzialità che sta offrendo la Long Tail (ora è possibile il raggiugimento di molte nicchie di mercato con pochi volumi) e che da voce a tanti “doers” autori fai da te che hanno voglia di provare a cimentarsi. Così accade che un blogger diventi da partecipante e comunicatore della rete anche realizzatore di un’iniziativa di sperimentazione. Lo spirito della BETA diventa applicabile quindi, come percorso originale ed innovativo, anche per l’autore, alle fasi di scrittura e pubblicazione di un Libro…..

 

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